La città di Suasa

Suasa è un “centro di strada” e l’archeologia lo conferma pienamente. Il disegno della città è, infatti, rigorosamente condizionato dall’asse stradale che l’attraversa tutta correndo parallelo al fiume e la cui esistenza, sotto all’attuale strada comunale di Pian Volpello (S.P. 19), è stata verificata in più punti. Gli scavi condotti in questi anni hanno, infatti, permesso di verificare come sia le strutture abitative che gli spazi pubblici e le necropoli siano orientati sul tratto stradale che appare così come asse generatore, il decumano massimo, della città stessa. Questa strada corre, come si è detto, sotto l’attuale strada comunale e si presenta come una via basolata, rifatta più volte, affiancata da due marciapiedi in laterizio delimitati da un cordolo in pietra locale. La strada era aperta al traffico veicolare, come dimostrano i solchi scavati dalle ruote dei carri sul suo selciato, segno che essa non aveva solo una valenza urbana, ma manteneva la sua funzione di asse di collegamento territoriale.

Ancora poco conosciamo dell’urbanistica della città, le aree indagate ci consentono però di stabilire che già in età repubblicana il decumano massimo si poneva come limite tra una zona residenziale occupata da case ad atrio, a monte, e un’area a vocazione pubblica con monumenti onorari e a carattere sacro, verso il fiume Cesano. Questa funzione fu mantenuta anche in età imperiale, quando buona parte del settore residenziale fu occupato dalla domus dei Coiedii (grandiosa dimora privata) e quello pubblico dal Foro a carattere commerciale; alle spalle della domus erano collocati il Teatro e l’Anfiteatro. L’attuale strada comunale che passa a lato dell’Anfiteatro e scende verso il Cesano (strada del Perugino), doveva, forse, costituire il secondo asse principale della città, mentre un decumano minore è stato individuato dietro il Foro.

L’individuazione delle necropoli poste ai margini meridionali e settentrionali della città ci permette di valutare l’estensione dell’abitato, almeno lungo la direttrice stradale. Gli scavi hanno permesso, anche, di comprendere meglio alcuni aspetti dell’approvvigionamento e del sistema idrico della città e di individuare altri contesti edilizi di settori non centrali della città.

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dal 27/02/2010